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Il mattino si apre tra ginestre e limoni, e un gabbiano, solo, plana verso il mare. Antonio esce in fretta, prima che i foresti invadano il paese con le loro voci estranee. Degli altri non vuole sapere: gli basta il suo sentiero, la vigna, il silenzio. Lui che vive solo, si è indurito per difendersi, come se ogni voce fosse un’invasione.
La monorotaia non la vuole: sale a piedi, come sempre. Sulla schiena non porta poesia, ma un sacco di concime di lupini, uno di ramato e il pasto di mezzogiorno. Il suo passo è quello dei muretti a secco: ci è cresciuto sopra, abbarbicato come un’agave segnata dal sole e dal libeccio.
L’uva lo chiama dal filare basso, e lui risponde senza fatica: non s’è mai alzato davvero, pur robusto e forte. La casetta del Corniolo lo aspetta: venti piane, tralci da potare, terra di sassi da zappare. Prima che arrivino i vaporetti, Antonio si prende il suo infinito: quel poco che basta a ripassare la fede e pentirsi della pazienza che non ha.
Verso le undici, con il sole che picchia e la canottiera che chiede tregua, gli arrivo accanto.
La lezione del giorno era Edith Stein. Ne parlava con enfasi, come di una persona incontrata davvero: una donna che aveva cercato la verità fino in fondo, attraversando filosofia, identità, dolore, e che nella fede non aveva trovato un rifugio, ma un modo di restare in piedi. La nominava come si nomina una compagna di salita, una che non ti lascia quando il sentiero si fa ripido.
Lo feci arroccare anche quella volta: gli dissi che, nonostante leggesse e predicasse cose buone, poi si comportava al contrario.
Elogiava Edith Stein, una che dell’umano ha voluto vedere tutto, fino all’ultimo strato di dolore; e lui invece si chiude, mentre lei si espone. Lui teme le voci, lei le ascoltava fino a consumarsi. La contraddizione lo punge: lui che scappa, lei che resta.
E allora diceva che il Padre eterno fa le cose per bene e che, se lui era fatto così, forse era perché la verità, per arrivare, ha bisogno anche del Diavolo, e che quel suo carattere, in fondo, era solo uno strumento della Provvidenza.
Quando la costa si faceva ombra, anche lui posava le ali sull’ultimo filo di luce: si prendeva una tregua breve riusciva perfino a tacere, e ci si salutava. Risalendo il sentiero ritrovavo su qualche pietra alcuni versi della Divina Commedia: riconoscevo la sua calligrafia.
Pure lui, di malavoglia, rientrava al paese. E per far dispetto ai vicini metteva Radio Maria a tutto volume, come dargli torto, se anche passata mezzanotte i foresti che alloggiavano vicino continuavano con schiamazzi e... altro, e lui viveva solo.